"Non opprimerai il forestiero: anche voi conoscete la vita del forestiero, perché siete stati forestieri nel paese d’Egitto" (Es.22,2)
"Il Signore vostro Dio… non usa parzialità, rende giustizia all’orfano e alla vedova, ama il forestiero e gli dà pane e vestito" (Dt10,18)
| Renzo Tondo |
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dott. Renzo Tondopresidente della Regione Friuli Venezia Giulia BiografiaNato a Tolmezzo il 7 agosto 1956, è sposato con Anna, dalla quale ha avuto tre figli: Giulia, Simone e Matteo. Diplomatosi al Liceo Scientifico di Tolmezzo, ha frequentato i corsi di Scienze Politiche a Trieste lavorando nel contempo nell'impresa di famiglia e laureandosi a 23 anni. Iniziata da giovanissimo l'attività politica, a soli 19 anni è già consigliere comunale a Tolmezzo, cittadina di cui diventa sindaco nel 1990. Otto anni più tardi, nel 1998, l'elezione al Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia e la nomina ad assessore, prima al Lavoro e poi alla Sanità. Nel 2001 diviene Presidente della Regione fino alla fine della legislatura, nel 2003. Deputato nella XV Legislatura, è sempre rimasto molto legato alla propria regione, difendendone le istanze alla Camera dei deputati. Candidato della coalizione di Centrodestra composta da PdL, Lega Nord, Udc e Pensionati alla presidenza della Regione, è eletto Presidente nella consultazione elettorale del 13 e 14 aprile 2008. Continua ad occuparsi dell'impresa alberghiera di famiglia, che conduce da oltre vent'anni. è presidente della Federazione Italiana Dama e del coordinamento nazionale delle federazioni discipline sportive associate del CONI. Da quando il fratello Giovanni ha adottato due bimbi indiani, si è interessato in prima persona di adozioni internazionali, collaborando con l'associazione International Adoption e compiendo numerosi viaggi in India e Guatemala per favorire l'arrivo in Italia di bambini abbandonati. Nel 1986, di ritorno dal primo volo a Delhi, ha raccolto le sue esperienze di viaggio nel libro "Chapati, dieci giorni a Delhi". Un pensiero sull’AccoglienzaLa Giornata europea della cultura ebraica, che coinvolge quest’anno Trieste assieme a tante altre città italiane, è stata sin dall’inizio concepita come momento di dialogo e di confronto, di apertura al pubblico delle sinagoghe e degli altri luoghi della vita ebraica. La Giornata è stata concepita insomma come occasione per promuovere la conoscenza delle tradizioni e della cultura di questa comunità che, soprattutto in Italia, è stata sempre fortemente integrata nel tessuto sociale del Paese, parte significativa della sua storia, eppure capace di mantenere tenacemente la propria identità anche se spesso in forme poco visibili. Questo desiderio di aprirsi alla società è confermato dal tema scelto per la decima edizione 2009 della Giornata europea: “Conoscere e accogliere l’altro”. Un tema con il quale si vuole sottolineare, appunto, come al centro della cultura ebraica ci sia proprio lo spirito di accoglienza. I segni del radicamento storico degli ebrei in Friuli Venezia Giulia sono molti e numerosi, e soprattutto diffusi su tutto il territorio, non solo nei capoluoghi di provincia ma anche in diversi centri minori. Ma è indubbiamente Trieste a rappresentare il fulcro di questa presenza, il più importante centro ebraico dell’Italia orientale. È proprio qui, a partire dallo sviluppo del porto franco nel ‘700, che giunsero ebrei da altre regioni dell’Impero asburgico, per integrarsi con la componente italiana fino a costituire una comunità molto ampia, articolata, pienamente inserita nell’élite cittadina e protagonista dell’ascesa economica di Trieste, a cominciare per esempio da quel settore delle assicurazioni che ancora oggi la qualifica sul piano internazionale. Non si può tuttavia dimenticare che Trieste, accanto ai segni della vivace e attiva presenza della comunità ebraica nel tessuto sociale ed economico cittadino, porta anche altre e più terribili testimonianze della storia e della tragedia di questo popolo: la Risiera di San Sabba, unico esempio di lager nazista in Italia, oggi monumento nazionale, luogo simbolo delle celebrazioni annuali in occasione del Giorno della Memoria. E non si può dimenticare che proprio da Trieste, in un discorso in piazza Unità d’Italia, Mussolini annunciò per la prima volta la promulgazione delle leggi razziali, un’infamia che non può essere cancellata neppure dagli atti di resistenza individuale e collettiva, in qualche caso di vero e proprio eroismo, che tanti italiani hanno compiuto spesso silenziosamente per difendere e salvare i concittadini ebrei. Renzo Tondo
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